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KOORTHIA
non è un
nome, è
un'azione. In greco antico
significa “lavorare insieme” accomunati da uno
stesso obiettivo, che per
Koorthia è la ricerca umana ed espressiva.
In quanto Associazione artistico
culturale senza scopo di lucro,
Koorthia ha per scopo lo studio, la promozione e la diffusione del
teatro,
dell’uso della voce, delle arti performative,
in tutte le loro manifestazioni
artistiche, educative e culturali. Opera
dal 1994 nella ricerca e nella formazione teatrale e vocale per attori,
danzatori, operatori, insegnanti e tutti coloro che utilizzano
strumenti
espressivi in ambito artistico, culturale, professionale, sociale e
nella
comunicazione; produce spettacoli indipendenti, opera nella
diffusione
del teatro fra i giovani e nella scuola.
Antonietta Storchi
è
attrice, regista, pedagoga teatrale e di uso della voce. E’
autrice di testi di
cui tiene letture sceniche in scuole, teatri, biblioteche. Collabora a
progetti
formativi presso enti pubblici e privati. E' fondatrice dell’Associazione
artistico culturale
Koorthia nel 1994, cofondatrice del Gruppo
teatrale
Specchi e Memorie nel 1987, . Inizia il percorso espressivo con sei anni di formazione e di spettacoli di danza classica al Teatro alla Scala di Milano, prosegue successivamente il percorso nell'ambito del teatro di ricerca , del movimento, della regia e approfondisce parallelamente l'uso della voce. Dai primi anni ottanta studia, lavora e produce con
maestri,
registi, gruppi teatrali in Italia e all'estero.
La
sua visione e formazione teatrale
e vocale hanno radici nel teatro di
ricerca, nelle concezioni e nelle pratiche fodanti dei Maestri di teatro del
900, A.
Artaud, K.
Stanislavskij, V. Mejerchold,
J. Grotowski, B. Brecht. Il suo percorso si è poi integrato
e arricchito attraverso
la pratica di diversi stili teatrali, di danza, di movimento, di
tecniche
vocali e di narrazione e dal lavoro tra gli altri con: per il teatro Roberta
Carreri-Odin Teatret (Danimarca),
Enrique Pardo-Panthéatre (Francia),
Danio Manfredini (Italia), Michel Margotta-Sistema Strasberg (Usa),
Felix Mueller (Germania)-Sistema
Stanislavskij, Nikolay Karpov-Biomeccanica (Gitis Mosca),
Tadashi Endo-butoh (Giappone), Jess Curtis e Stephanie Maher-Contact
improvisation (Usa);
nell’uso della
voce Linda Wise - Roy Hart (Francia), Ambra D'Amico (Italia), Helen
Chadwick (Uk), Antonella Talamonti (Italia); nella
narrazione
Laura Curino, Luciana Cesari (Italia).
Angelo
Prati, cofondatore di Koorthia, è docente di teatro e
di animazione teatrale. Ha collaborato lungamente come attore con
il Teatro del Buratto, come docente di recitazione presso la Civica
Scuola di Animazione Pedagogica, opera come formatore presso Enti
pubblici e privati, Comunità terapeutiche, Centri teatrali, nelle
scuole. Raffaele Nobile, musicista
e cantastorie, si occupa da anni di ricerca e divulgazione della
cultura popolare padana ed europea, musicale e narrativa, con
spettacoli, concerti e iniziative editoriali. Nel 1981 pubblica il disco storico del movimento
Folk-revival dal titolo L’albero di canto. Suo ambito di lavoro
è inoltre il rapporto creativo tra musica e altre discipline artistiche
quali teatro, danza, arti figurative.
gli SPETTACOLI Le
sedie di E.Jonesco (87), Il Processo da F. Kafka (90), La nave dei folli (91),
Isadora (92), Katabasys (93), Tempo sospeso (95), Dall'altra parte del muro
(96), Mozziconi (96), Disperanza (97), Il
gioco infranto (97), A disagio ovunque (98), Giasone e Medea postmortem (98),
Il pane del diavolo (99), A corto di sogni? (00), Più o meno questo è l'amore
(01), Lo zoo di vetro da T. Williams (02), Questo pazzo, pazzo, pazzo… (03);
Cuori di vetro (04), Sottovuoto spinto (05), Casca il mondo, casca la terra
(06), Cantiere Brecht (07), Esperimenti di composizione (08). le LETTURE
SCENICHE con musica dal vivo Donne
e Guerra (99); Uomini in viaggio (01); Inquietudini del primo ‘900 (02);
Galeotto fu il libro (03); P. Neruda giunco rondine nuda pietra (05); Quale è
il nome del vuoto che ci invade (06); I have a dream (08).
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:: VISIONE DEL LAVORO::
sulla RECITAZIONE
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L’essenza
dell’arte teatrale è rendere manifesta la
qualità che sottende azioni, storie, personaggi, di
là dalle parole. ll teatro, attraverso il mondo visibile e
conosciuto, aspira a svelare
ciò che è invisibile e sconosciuto, ma scene,
costumi e luci possono far poco, soltanto l’attore
è in grado di manifestare le correnti sottili della vita
umana. E’
dunque
importante per l’attore, attraverso una pratica di lavoro che
non tenda a servirsi della sua personalità,
ma della sua individualità, riconoscere
ed eliminare,
almeno in parte i propri cliché, in modo che la sua faccia e
il suo corpo possano diventare uno specchio pulito e
riflettere meglio ciò che accade dentro di lui nel profondo,
il suo sentire, le sue visioni.
Un
attore deve poi lavorare sul proprio corpo, perché diventi
aperto, affidabile e coerente nelle reazioni, deve sviluppare le sue
emozioni, la sua conoscenza, espandere la propria capacità
di percezione, per aprirsi a una gamma di sentimenti più
ampi e intensi di quelli che prova nel suo privato
e offrire le proprie
facoltà, sviluppate e allenate a qualunque ruolo…
e alla vita.
Non
è facile, ma la chiave può essere accogliere la
sfida e provarci. Il percorso teatrale è per questo il luogo
privilegiato di incontro, di condivisione, di gioco, di creazione, di
libertà e spazio protetto per la riflessione, la
sensibilità, la fiducia, la conoscenza, la crescita.
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Parlare bene, avere una
“bella” voce duttile ed espressiva, è la
chiave per entrare in contatto con gli
altri, per essere compresi e apprezzati, per convincere, emozionare,
comunicare; è
un aiuto concreto per chi
professionalmente fa ampio uso della voce; è strumento
essenziale per gli attori
e per tutti coloro che agiscono in ambito performativo e nella
comunicazione ed
è mezzo di conoscenza di sé e di crescita.
Per
raggiungere questo
obiettivo è
fondamentale un percorso di
lavoro sulla tecnica vocale, di graduale liberazione da blocchi ed erronee
impostazioni,
di presa di coscienza delle azioni psicofisiche che sostengono il
processo
vocale, di pratica consapevole della fonazione, allo scopo di liberare
la voce
da ansie, timidezze, malesseri e di
valorizzare il corpo quale strumento musicale sensibile in grado di
dare voce
in armonia e sicurezza ad intenzione e immaginazione.
Fino a non molti anni fa
il
training sulla voce si rivolgeva principalmente ad artisti. Ora "la
voce" e la capacità di “darsi voce”
è riconosciuta come un aspetto
essenziale dello sviluppo personale, in quanto strumento privilegiato
per
esprimersi e comunicare. Il percorso vocale proposto, aderisce alla
visione per
cui la voce, se ben conosciuta, è un potente mezzo
espressivo di
autodeterminazione e di comunicazione, collegato al corpo e ai suoi
impulsi più
profondi. Il lavoro vocale guida all’esplorazione e
all’uso consapevole della
fonazione, all’apprendimento della tecnica vocale e
all’integrazione di
corpo/voce in rapporto a musicalità, intenzione,
comunicazione
per lo sviluppo
di energia vocale ed efficacia verbale.
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LABORATORI
SEMINARI
WEEK END
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::
sulla LETTURA ESPRESSIVA
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La
voce può incantare,
trascinare, accendere
e la lettura ad
alta voce, dove intenzioni e significati
nascosti del testo scritto devono prendere vita e catturare chi
ascolta, è la palestra ottimale
per precisare e
amplificare l’azione vocale.
In
questo risiede il
valore formativo, oltre che performativo della
lettura ad alta voce; maestra nel
guidare alla focalizzare del processo fra significato, intenzione e
comunicazione, e a far acquisire musicalità e ritmo
attraverso la pratica delle
diverse tipologie del testo narrativo, letterario, teatrale,
pubblicitario,
poetico.
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